“I limiti del mio linguaggio sono i limiti del mio mondo”
Ludwig Wittgenstein
Siamo sempre pronti ad osannare gli innovatori, naturalmente solo dopo che l’innovazione è stata utilizzata dalla massa e perciò ha smesso di essere tale.
Prima quest’innovazione era una stravagante visione di qualcuno che era riuscito a vedere diversamente. Questa capacità di capire l’innovazione ci r isulta fantastica,
visionaria e sfuggente, eppure essa è fondamentale per la sopravvivenza stessa di un’azienda.
Come possiamo stimolare e sviluppare questa capacità? Può l’arte essere uno strumento che oltre ad una forma di espressione e di arricchimento per lo spirito, sia anche motore del nostro sviluppo professionale?
Può l’arte aiutarci a vedere la realtà dif ferentemente, allargando i confini dei nostri ruoli, rendendo elastici gli schemi con cui ci rapportiamo ogni giorno?
Possiamo ampliare i limiti del nostro mondo di business attraverso un ampliamento del nostro linguaggio?
E’ possibile che due mondi così distanti, quello dell’utilità aziendale e quello della gratuità espressiva possano parlarsi e fecondarsi reciprocamente?
Quali le conseguenze per chi si occupa di gestione e sviluppo delle Risorse Umane?
Ne parleremo con lo stile che ci contraddistingue da otto anni, elegante, leggero e persino ludico, ma assolutamente serio e concreto in un pomeriggio di spunti e riflessioni, in compagnia di consulenti e formatori d’azienda, manager e performer apprezzati sulla scena internazionale.
“Ognuno prende i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo”
Arthur Schopenauer